L'unica razza che conosco è quella umana.
Albert Einstein
Blog dedicato all’arte contemporanea, al riciclo creativo, alla scultura, all’arredamento, al design, alla fotografia e a tanto altro ancora, con un occhio di riguardo alle forme tonde che ci circondano quotidianamente.
Un Blog dove trovare cibo per la mente, carezze per l'anima, idee originali e non, spunti per la vita quotidiana, pensieri artistici, sogni ad occhi aperti, desideri comuni, creatività lontane e abbracci non dati.
Arte a 360°
sabato 16 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
Dulcis in fundo
Amo l'Ikea! Che devo fare?
Impazzisco ogni volta che ci vado, mi perdo tra le mille cosette da vedere e da toccare e... i soldini vanno via come niente.
Ahimè... non serve assolutamente autoconvincersi che non si può comprare questo e quello...quello e questo... perchè tanto vince la voglia di portare a casa il più possibile.
Non credo che qualcuno sia mai entrato all'Ikea e uscito con nulla tra le mani.
Detto questo, mi è piaciuta tantissimo la campagnia pubblicitaria realizzata per Ikea Food dalla Forsman & Bodenfors ...la bilancia l'ho aggiunta io.

mercoledì 13 ottobre 2010
martedì 12 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
Piccoli segreti del Riuso
Acqua: quella di cottura delle patate è un ottimo detergente per lavare gli indumenti delicati. L'acqua di cottura delle verdure, ricca di sali minerali, può essere utilizzata non salata come concime per le piante. L'acqua di condensa del condizionatore è, invece, praticamente acqua distillata che può essere utilizzata nel ferro a vapore. Per quanto riguarda, invece, quella dell'asciugatrice date un'occhiata alle istruzioni del vostro ferro da stiro prima di riutilizzarla: alcune marche lo sconsigliano.
Bottiglie di plastica: tagliate a metà e forate nella parte inferiore, diventano, riempiendole di terriccio, contenitori per la semina di piantine da fiore.
Bottiglie di vetro : servono per allontanare le talpe dall'orto. Infilarle vuote nel terreno per circa dieci centimetri dalla parte del collo. I rumori prodotti dalle talpe scavando, verranno amplificati dal vetro facendole fuggire.
Bucce: le bucce di mela, spolverate di zucchero e lasciate bruciacchiare sui fornelli caldi, coprono gli odori della cucina. Le bucce di banana possono essere utilizzate (dalla parte interna) per lucidare scarpe di pelle scura. Le bucce grattugiate di limoni o arance, messe nella pattumiera, aiutano ad eliminare gli odori sgradevoli. Le bucce di mela con i torsoli e i semi, messi in un sacchetto di tela, possono essere uniti agli ingredienti per preparare le marmellate o le gelatine. Favoriranno l'addensamento delle stesse per la pectina contenuta nei residui.
Carta: i sacchetti del pane, aperti e utilizzati dalla parte interna, servono in cucina per assorbire l'unto dei cibi. La carta dei quotidiani diventa un buon isolante per proteggere i vasi delle piante in inverno oppure può essere utilizzata per pulire specchi e vetri.
Cartone: i cartoni del latte, lavati, aperti in alto, riempiti di acqua e inseriti sotto i piedi del tavolo in giardino o durante un pic-nic, formano una barriera per le formiche. Sempre i cartoni del latte, lavati, riempiti di acqua e riposti nel congelatore, possono sostituire, avvolti in un sacchetto di plastica chiuso, il ghiaccio sintetico per le borse termiche. I cartoni delle confezioni di uova, incollati alle pareti, isolano la stanza dai rumori. Strisce di cartone spesso, fissate alle pareti del garage, impediscono di graffiare la carrozzeria dell'automobile.
Cenere: la cenere del camino, raffreddata, è un buon fertilizzante da spargere nell'orto e nel giardino. Sparsa intorno ad una pianta la difende dagli attacchi delle lumache.
Collant rotti: possono essere utilizzati sia per lucidare le scarpe che per spolverare, infatti la loro carica elettrostatica attira la polvere. Tagliati a strisce si possono utilizzare come legacci per l'orto.
Contenitori di plastica per detersivi: dopo averli ben lavati, servono in cucina per il recupero degli oli di frittura. Una volta pieni dovranno essere consegnati alla stazione ecologica.
Crema per le mani scaduta: passata con un panno sulle scarpe usurate, ridona morbidezza e lucentezza.
Foglie secche: poste alla base delle piante proteggono le radici dal gelo.
Indumenti vecchi: pezze di lana ricavate da vecchie maglie, servono ottimamente per lucidare l'argenteria. Un indumento vecchio e "non lavato" riposto nella cuccia del cane, gli farà sentire meno la mancanza del padrone.
Paglietta metallica: non saponata, una volta arrugginita, può essere interrata nei vasi delle ortensie alle quali fornirà il nutrimento ferroso a loro necessario.
Pigne: si possono bruciare nel camino, diffondono un piacevole aroma di resina.
Residui di saponette: si possono usare per le bolle di sapone: unire in un recipiente 4 cucchiai di scaglie di saponette con 4 bicchieri di acqua calda. Lasciare riposare per un paio di giorni poi aggiungere un cucchiaino di zucchero e mescolare bene.
Ricci di castagne: messi sul terreno seminato tengono lontani i gatti e gli uccellini.
Segatura: può sostituire in caso di necessità la sabbia igienica per la cassetta del gatto. Un po’ di segatura aggiunta al normale terriccio per invasare le piante, lo manterrà più morbido e tratterrà l'umidità.
Tappi a corona: possono sostituire il materiale di drenaggio nei vasi.
Tappi di sughero: affettati possono sostituire il drenaggio nei vasi. Messi in piedi tra vaso e sottovaso, difenderanno le radici da pericolosi ristagni di acqua, consentendo la giusta umidità. Tagliati a rondelle e incollati sotto le gambe di sedie e tavoli sostituiscono i feltri. Si possono bruciare nel camino o nella stufa.
domenica 10 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Dio...
Sapete che ogni tanto non riesco a fare a meno di scrivere di getto quel che mi passa per la mente e nonostante sia una persona estremamente positiva, mi sono accorta che qui non sempre riesco a trasmetterlo a parole perchè, un po' per la psicanalisi e un po' l'intimità che si crea tra me e la tastiera, dalla mia testa escono pensieri di varia natura, ma quelli che decido di scrivere, sono riflessioni profonde che magari ho fatto mille volte da sola nel corso degli anni.
Mio nonno è morto il 6 ottobre di tantissimi anni fa, io ero ragazzina ma ricordo tutto, compreso l'amore e l'enorme rispetto che ci legavano.
Si è ammalato di cancro quando ancora questa malattia dava speranza di sopravvivenza a pochi fortunati, le cure erano limitate e le conoscenze in campo medico ancora di più, la malattia quindi non ha potuto rendergli la speranza e dargli salva la vita.
L'ultimo periodo nonno l'ha trascorso a casa, circondato dall'affetto dei suoi tanti figli e di noi nipoti, io però, essendo la più grande, posso dire di ricordare quei momenti come se fosse passato solo un giorno e non più di 20 anni.
Il suo calvario è durato un anno e mezzo, ha conosciuto la tristezza e l'ansia più profonda per il timore, dignitosamente celato, di non farcela, e inoltre, ha conosciuto il dolore fino ad oltrepassarne i limiti senza poterlo alleviare in nessun modo; ancora oggi, sotto questo punto di vista siamo molto indietro rispetto agli altri paesi, figuriamoci nel 1989.
All'epoca il mio paese era piccolo e manchevole di tantissimi servizi, la farmacia non era fornita come adesso e l'ospedale, capace di far fronte a parologie serie, era molto lontano, ore di macchina su strade vecchie e contorte come la vita di una persona che muore.
La mattina del 5 ottobre, ultimo giorno di vita di mio nonno, lui "riposava" nel letto di casa sua e a turno gli tenevamo la mano con l'intento nobile di accompagnarlo, per un piccolo tratto, in quel percorso che ci avrebbe portato a non vederlo mai più, con la volontà da parte di tutti noi, di regalargli come ultimo gesto d'amore, il distacco più dolce possibile.
Non parlava da giorni ma sentiva e capiva tutto, magro da fare impressione e mi colpiva così tanto quel collo invisibile dentro uno dei suoi pigiami, ogni giorno sempre più grande.
Quella mattina la farmacia si trovò sprovvista di un catetere particolare che per mio nonno era indispensabile, così, un errore durante i normali ordini da parte del farmacista costrinse mio zio G. a prendere la macchina, fare 20 km, raggiungere il piccolo ospedale di zona, l'unico nel raggio di 100 km e farsi dare, in tutta fretta e per cortesia, quel benedetto catetere perchè nonno nel mentre aspettava.
Passano le ore e niente, il catetere non arriva ma in compenso arriva una telefonata che ci comunica che mio zio, rientrando dall'ospedale, ha avuto un incidente con la macchina e che viste le gravi condizioni è stato trasportato all'ospedale del capoluogo regionale.
Quella giornata potete, forse, solo immaginarla.
Purtroppo quando mia zia rispose al telefono, non immaginando di ricevere quel genere di notizia , non si preoccupò di chiudere la porta della camera di nonno, così lui sentì prima un urlo soffocato e poi un pianto incontrollabile che si allontanava dalle sue orecchie fino a non sentirlo più. Sua figlia, nonostante tutto, capì l'errore e nel tentativo estremo di proteggerlo, si rinchiuse nel cucinino a piangere e a telefonare ai pochi fratelli assenti.
Da quell'istante mio nonno iniziò a lacrimare e così morì alle due di notte, era ormai il 06 ottobre.
Padre e figlio non poterono salutarsi ma si rincontrarono due mesi dopo quando il 09 dicembre mio zio G. di soli 34 anni, morì per le devastanti conseguenze del suo banalissimo e solitario incidente stradale.
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Ricordo sempre con affetto tutti e due ma ancora non mi capacito dell'enorme ingiustizia che la mia famiglia ha subito quel giorno, chi ha fede forse trova una logica in tutto questo e magari condivide le parole del parroco che, al secondo funerale, disse che dovevamo sentirci fortunati perchè il Signore aveva voluto al suo fianco due persone della stessa famiglia in così breve tempo...
Il mio rapporto con Dio è sempre stato molto strano, non credo nella Chiesa e ho serie perplessità sull'esistenza di un'entità tanto potente come Dio, troppe volte mi sono trovata a non trovare un senso alle cose, e credere solo perchè bisogna credere, non rientra nel mio modo di essere.
Prendete questo post nel verso giusto, non fatevi inquietare la giornata da quello che vuole essere solo il ricordo di mio nonno visto che ieri era il 6 ottobre e di mio zio G., cuore anima e cervello da cui mio fratello ha preso il nome, la generosità e l'amore per il prossimo.
Una riflessione su Dio, questo è lo spunto da cui partire, non vuol essere niente di più.
Heidi
mercoledì 6 ottobre 2010
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